una EX laureanda in cerca di...

Arriva un bastimento carico carico di...pensieri, avvenimenti, stupidaggini e quotidianità di una EX laureanda in cerca di!
sabato, 07 novembre 2009

Francesco Basile mostra l’“Anima” all’Arciliuto

L’Arciliuto, teatro della musica e della poesia, farà da cornice, domenica 8 novembre alle 19, alla presentazione della raccolta di poesie “Anima” di Francesco Basile.
 
Tra le mura accoglienti e calde della spettacolare dimora cinquecentesca nei pressi di Piazza Navona, si avrà la possibilità di conoscere l’opera prima del ventinovenne artista di Modica, grazie alle voci degli attori Giovanni Samaritani e Yuri Antonosante e dello stesso Basile, diplomato presso l’Accademia Sharoff e già autore di un cortometraggio dal titolo “Ama il prossimo tuo”. Le poesie prenderanno vita anche grazie alle note del violino di Daniele Ricca.
“Anima”, edito dalla Casa Editrice Kimerik di Patti (Me), lascia immergere il lettore nel mondo dell’autore, che si divide tra la Sicilia e Roma. Il cammino che Basile ha seguito per arrivare sino alla capitale, è lo stesso percorso dalle sue liriche, che sono state già presentate con successo a Modica, Siracusa e Catania, città in cui Basile ha vissuto per qualche tempo, provando a studiare economia, prima di seguire la sua vera vocazione. Vocazione che non è sfuggita nemmeno al saggista ed esperto di ebraismo Roy Doliner, prefatore della raccolta, che di Basile dice: «fa venire in mente le voci poetiche di Giuseppe Ungaretti e di – addirittura! – quell’altro Francesco, il Santo di Assisi».
Nei versi che ascolteremo domenica, la figura del padre, spirituale, umano o solo immaginato, è molto forte e le donne hanno un ruolo fondamentale: sono compagne, amanti, madri, figlie, semplice incrocio di sguardi, conoscenze che stravolgono l’anima. Come la misteriosa Federica, cui l’intera raccolta è dedicata.
 
Info e contatti:
Casa Editrice Kimerik
 
L’Arciliuto – Teatro della Musica e della Poesia
Palazzo Chiovenda, Piazza Montevecchio 5
Tel. +39 06 6879419 -Fax +39 06 6879406   
written by pkiara novembre 07, 2009 18:21 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, roma


mercoledì, 04 novembre 2009

Per ricordare Alda Merini...

... solo la poesia che di lei, lei che nacque "il 21 a Primavera, ma non sapevo che nascere folle, scoprire le zolle, potesse scatenar tempesta", amo di più:

Sogno d'Amore

 
Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso.
 

written by pkiara novembre 04, 2009 00:03 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia


domenica, 01 novembre 2009

L’“Anima” di Francesco Basile in scena all’Arciliuto

Domenica 8 novembre alle ore 19 all’Arciliuto (Palazzo Chiovenda, Piazza Montevecchio 5) si terrà la presentazione della raccolta di poesie “Anima” di Francesco Basile, edito dalla Casa Editrice Kimerik.
 
L’antica dimora cinquecentesca nei pressi di Piazza Navona, che ospita il teatro della musica e della poesia, farà da cornice a un evento pensato come sintesi di note, teatro e versi. Alla presentazione interverranno, oltre all’autore, il saggista e sceneggiatore Roy Doliner prefatore del libro, il violinista siciliano Daniele Ricca e gli attori Giovanni Samaritani e Yuri Antonosante. L’autore, un diploma all’Accademia Pietro Sharoff e un passato da attore e regista, si cimenterà nella lettura di alcune poesie tratte da “Anima”.
 
Francesco Basile, 29 anni, ha gli occhi limpidi di chi un’anima ancora la possiede, di chi ha “messo altre vesti”, ma tutte stringevano, finché non ha indossato quella della poesia. Veste che gli calza a pennello. La pensa così anche Roy Doliner, esperto di ebraismo e autore del volume “I misteri della Sistina” (Rizzoli), che nella prefazione scrive che “Anima” «fa venire in mente le voci poetiche di Giuseppe Ungaretti e di – addirittura! – quell’altro Francesco, il Santo di Assisi». Nonostante alcuni versi siano “carnali” e l’intera opera sia dedicata a una misteriosa Federica «dolce e infinita… alfa e omega…», la spiritualità pervade ogni pagina. Perché le poesie di Basile vengono da lontano: dal profondo di un’anima che ha amato, sofferto, pregato, ma anche da una terra che ti scava dentro. Siciliano di Modica (Rg), che lui stesso definisce città «orfana di fastose dinastie», lì ha creato i primi componimenti. Si è poi trasferito nella capitale che definisce, in una poesia, «una città forse eterna, ma troppo grande per aver cura della nostra piccola realtà». E’ in questa città forse eterna che Basile porterà le sue poesie che, partite da Modica e passate per Siracusa e Catania, sono state un’Anima in viaggio. 
 
Info e contatti:
Casa Editrice Kimerik
L’Arciliuto – Teatro della Musica e della Poesia
 
 
 
 
 
Tel. +39 06 6879419 -Fax +39 06 6879406   
 
written by pkiara novembre 01, 2009 16:45 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, libri, roma


mercoledì, 28 ottobre 2009

This is it e le pubblicità di Infostrada

Oggi esce nei cinema “This is it”, il film costruito sui filmati delle prove dei concerti di Michael Jackson. Si tratta delle prove degli ultimi concerti, quelli che poi non ha mai fatto, che non è riuscito a portare per il mondo. Il film, dello stesso regista di High School Musical, rimarrà nelle sale solo due settimane e già in prevendita si sono viste scene di panico: c’è gente che è rimasta in fila giorni pur di avere un biglietto per l’anteprima. Non discuto il merito artistico del film, non posso perché non l’ho visto né ho intenzione di vederlo. Mi viene da sostenere che forse questo film è più “brutto” delle pubblicità di Infostrada, quelle che Mike Bongiorno aveva girato prima di morire. Si è parlato tanto della “giustezza” di mandare in onda quegli spot. Spot che Bongiorno aveva girato con la consapevolezza della fine che avrebbero fatto: avrebbero interrotto film e programmi televisivi per pubblicizzare un prodotto. Fiorello da qualche giorno pubblicizza il prodotto da solo, un po’ orfano di quella vecchia spalla che funzionava tanto bene.
Perché quelle pubblicità erano offensive, di pessimo gusto, sbagliate e un film costruito su immagini di backstage è invece giusto e da vedere a tutti i costi? Se Jackson fosse stato ancora vivo, avremmo visto questo film? Lui avrebbe dato l’ok a usare quelle immagini delle prove? Forse sì. Ma forse anche no. Forse si sta violando ancora una volta l’intimità della star e forse ancora una volta non importa a nessuno purché si facciano soldi.
 
Il film e la pubblicità hanno, però, un pregio comune: restituire immagini vive di persone che non ci sono più.
 
Nel libro “La tredicesima storia” che sto leggendo proprio in questo periodo, trovo il seguente passaggio: “Una volta morte, le persone scompaiono. La voce, le risate, il calore del loro respiro. La carne. E alla fine le ossa. Il ricordo perde ogni elemento vitale. E’ una cosa tremenda e naturale. Qualcuno, però, fa eccezione a questo annullamento. Perché continua a esistere nei libri che ha scritto. Ci è dato riscoprirlo. Con il suo carattere, il tono di voce, i modi.”
Se attraverso i libri possiamo riscoprire i pensieri di Shakespeare, Wilde, Verga e far come se questi grandi della letteratura non ci avessero mai lasciato, ancor di più questo può accadere con la tv. Le immagini delle vecchie trasmissioni di Mike Bongiorno possono andare in onda all’infinito e colmare i “vuoti”. Il presentatore si muove ancora, ride ancora, dice sempre: “Allegria!”. C’è ancora. Lo stesso vale per il re del pop, la cui musica, tra l’altro, da quando non c’è più, suona in radio molto, ma molto più spesso.
written by pkiara ottobre 28, 2009 21:44 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: musica, libri, tv


martedì, 27 ottobre 2009

Post Vanity n. 42/2009

Sempre in attesa di ricevere i numeri in abbonamento, frequento più spesso l'edicola. Ho comprato sia il numero 42 con in copertina Margherita Buy sia quello successivo con Rania di Giordania, che sto ancora finendo di leggere.
Le orecchie di Vanity con Margherita Buy vanno a:
- le bellissime calze di Miu Miu, in lana grossa, come quelle che odiavo da bambina, ma che adesso mi sembrano molto belle.

- il bellissimo articolo di Pino Corrias sulla Patagonia.
- nell'articolo sui vent'anni dei Simpson, una delle frasi cult di Homer (che poi era il nome del padre di Matt Groenig, il creatore della famiglia gialla d'America): "Figliolo, ci hai provato e hai fallito miseramente, la lezione è non provarci mai" 
- voglio provare a giocare all'Anti-Monopoly e a mettere in atto le strategie consigliate da Giulio Morini, vincitore del primo torneo italiano di Monopoly... Se avete sempre desiderato avere Parco della Vittoria, beh... sappiate che non conviene!
written by pkiara ottobre 27, 2009 22:55 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: giochi, moda, vanity


sabato, 24 ottobre 2009

C'è solo un capitano

La prima pagina della Gazzetta di oggi titola "Zanetti 139". Il capitano, tra Serie A e Champions, a partire dal derby vinto nel 2006 4 a 3, ha collezionato 139 partite consecutive. A dire il vero, la partita numero 139 è quella di stasera, contro il Catania. Partita che fa arrivare le presenze in campionato del capitano a 476, tante quante quelle del magnifico Giacinto Facchetti. E Javier è fatto della stessa pasta del grande Facchetti, ha il suo stesso spessore umano e professionale. E' serio, onesto, responsabile, attaccato alla maglia, gentile, semplice, bravo. Non si risparmia mai, si è allenato pure il giorno del suo matrimonio. Ha 36 anni e ancora non va in panchina, è sempre importante, decisivo.
A pagina 3 della Gazzetta dello Sport c'è una foto del capitano nel 1995, anno in cui fu comprato dall'Inter. Angelillo lo presentò insieme a Sebastian Rambert, che doveva essere la stella tra i due. Io, invece, Sebastian Rambert lo ricordo solo vagamente, mentre Zanetti continua a brillare. Forse all'epoca qualcuno demolì la scelta di aver preso Rambert, ma quell'acquisto qualcosa di buono portò comunque: l'attuale Capitano, appunto.
E così, per inciso, grazie Capitano.
written by pkiara ottobre 24, 2009 17:49 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: sport, calcio, uomini, champions league, inter, giacinto facchetti, javier zanetti


sabato, 24 ottobre 2009

Il giudice Saetta e un altro esempio di oblio all'italiana

 

Leggendo "Il Fasciocomunista", avevo trovato, tra le righe, la storia, ormai dimenticata, di Paolo Rossi. Non il calciatore. Paolo Rossi aveva almeno il conforto di comparire non solo tra le pagine di un gran bel libro, ma anche tra i versi di una splendida canzone di Antonello Venditti. Il giudice Saetta, invece, compare, anonimo, tra le parole di uno dei libri migliori che io abbia letto negli ultimi anni: "Romanzo Criminale". Romanzo Criminale è quasi epico, corale e sta sempre in equilibrio tra la simpatia per i delinquenti e il rimprovero per un certo tipo di società, di modo di governare che legittima la criminalità organizzata. E' all'interno di questo magnifico volume di 600 e più pagine, che si nasconde anche la storia del Magistrato Antonino Saetta. Don Carlo, il personaggio del romanzo che impersona il capo mafia, ad un certo punto della storia, festeggia l'uccisione di un giudice. Il braccio destro di Don Carlo, in quest’occasione, ha una specie di cedimento, perché non capisce il voler festeggiare la morte di un giudice e del figlio, disabile (scoprirò più avanti che non è propriamente la verità). Don Carlo risponde che il ragazzo non poteva rimanere orfano! Oltre la metà degli anni ottanta, quindi, in Sicilia, la mafia uccise un giudice e anche il figlio e io non ne ho memoria. Che non ne abbia memoria è più che plausibile. In fondo, sono nata solo nel 1982, ero molto piccola. Ma la memoria non è fatta solo di cose che abbiamo visto con i nostri occhi, si costruisce anche con i racconti ascoltati, con gli articoli letti, con la tv, il cinema. E questa cosa proprio mi manca. Ho chiesto anche ai miei. Nemmeno loro ricordavano. Papà ha azzardato un nome: il giudice Terranova. Anche questo nome mi era sconosciuto. L’ho cercato e ho scoperto che il giudice Cesare Terranova è stato ucciso il 25 settembre del 1979, in un agguato probabilmente ordinato da Totò Riina. Ucciso insieme al Maresciallo Mancuso, che gli faceva da scorta.
Con una breve ricerca su google, sono, invece, arrivata al nome del giudice ucciso insieme al figlio. Antonino Saetta, di Canicattì. Ucciso nello stesso giorno (fatalità? Calcolo?) del giudice Terranova ma 9 anni dopo. Era il 1988 e io avevo sei anni, mia sorella solo uno. I giudici saltavano in aria come niente, in Sicilia, ma nessuno faceva qualcosa per impedire che la carneficina si fermasse. A distanza di 21 anni, non mi pare che ci si ricordi abbastanza di uomini di tale valore, che pur di far bene il proprio lavoro (non un lavoro qualsiasi, bensì un mestiere utile a far sentire al sicuro ognuno di noi), hanno messo a repentaglio la loro vita. Il giudice Saetta fu ucciso a sessantasei anni non compiuti (mancava un mese, solo uno, uno esatto), insieme al figlio Stefano, che non era propriamente un disabile. Si stava occupando (e, dunque, stava infastidendo) del processo concernente l’uccisione del Capitano Basile. Prima ancora, si era occupato del processo sull’uccisione di Rocco Chinnici. Padre e figlio furono assassinati sulla strada tra Agrigento e Caltanissetta, di ritorno dal battesimo di un nipote. Solo nel 1995, furono individuati i mandanti: Totò Riina e Francesco Madonia. Pietro Ribisi fu l’esecutore materiale, insieme ad altri criminali ormai morti.
Perché di Antonino Saetta ci siamo dimenticati? Il solito oblio all’italiana, secondo me. Ma ecco che ne pensa l’altro figlio, Roberto, in un passo che ho trovato sul sito www.solfano.it: “All'oblio hanno concorso vari fattori: anzitutto, la sua poca notorietà da vivo, determinata in parte dalle funzioni che svolgeva, che erano funzioni "giudicanti", solitamente poco illuminate dai riflettori delle telecamere.
In secondo luogo, la sua naturale riservatezza, che dovrebbe essere tuttavia una virtù o un dovere per ogni magistrato. Probabilmente ha contribuito anche il luogo scelto per l'omicidio, un luogo lontano da Palermo, città ove era la sua residenza e ove svolgeva la sua attività. Ancora più sconosciuta è la figura del figlio Stefano, morto con lui, all'età di 35 anni. Talmente sconosciuta che, in quel mediocre film intitolato "II Giudice Ragazzino", film che non è piaciuto neanche ai genitori di Rosario Livatino, Stefano viene incomprensibilmente rappresentato come un disabile allo stato vegetativo sulla sedia a rotelle, quando invece era un giovane fisicamente sano, e addirittura sportivo: era un ottimo nuotatore, faceva spesso lunghe camminate, e talvolta giocava pure a calcio.
Aveva avuto dei disturbi psichici, dai quali però era sostanzialmente guarito già diversi anni prima della morte.”
Dunque, dall’unico film in cui compaiono il giudice Saetta e il figlio Stefano emerge un ritratto errato e superficiale. Si potrà mai rimediare a quest’ingiustificato oblio?
written by pkiara ottobre 24, 2009 01:40 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: musica, italia, libri, mafia, sicilia, uomini, antonino saetta


mercoledì, 21 ottobre 2009

Meno male che ci sei - Il film

L'ho visto nascere. Ce l'avevo tra le mani ancora in fasce. Me lo sono goduto e l'ho amato e ho provato una tenerezza immensa quando l'ho visto per la prima volta in libreria. Sto parlando del libro "Meno male che ci sei", opera prima di Maria Luisa Raineri. Insomma, io a questo libro sono affezionata.
Ieri, per caso, non so più dire come, navigando su internet, ho scoperto che il 27 novembre sarà nelle sale il flm tratto da questo romanzo. Sono arrivata a questo
articolo e ho dato un'occhiata al trailer, curiosissima. E sono rimasta un po' delusa. Perché non è esattamente come me l'aspettavo. L'attrice protagonista sembra più adulta dei suoi 15 anni, Claudia Gerini in generale non mi piace molto e certo mi sembra lontana anni luce dalla descrizione libresca di Luisa. Una sola nota positiva: c'è Guido Caprino che, quello, sta bene ovunque lo metti.
Mi riservo comunque di vederlo, prima di affermare con convinzione che il cinema ha distrutto un altro libro da me molto amato.
written by pkiara ottobre 21, 2009 23:05 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: libri, meno male che ci sei, guido caprino, maria luisa raineri


sabato, 17 ottobre 2009

Sorelle d'Italia

Ieri leggevo, su Vanity di questa settimana, un trafiletto di Silvia Paoli sul nuovo spot della Calzedonia. Non l'avevo mai visto. Mi ha incuriosito l'idea di un inno tutto al femminile perché, parliamoci chiaro, quando si canta l'inno, non solo s'intona "fratelli", al maschile, ma l'immagine più facile e immediata che mi viene in mente è quella di undici uomini in campo che stonano e storpiano l’opera di Mameli, prima di cominciare a tirare calci ad un pallone. Così, mi ero ripromessa di cercare lo spot su youtube. Invece, poco fa è andato in onda due volte a pochi minuti di distanza e, in entrambi i passaggi, mi ha particolarmente colpito. Il mio fidanzato afferma che ci sono state polemiche su questa pubblicità: pare che rivisitare l'inno nazionale non sia piaciuto a tutti. A me sembra che si tenda sempre più spesso ad occuparsi di bazzecole, trascurando le cose fondamentali. In più, a me è sembrata una pubblicità pulita, semplice, gentile e rosa, molto rosa. E mi piace molto. A voi?

written by pkiara ottobre 17, 2009 17:09 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: musica, italia, calcio, uomini, tv , donne du du du, vanity


sabato, 17 ottobre 2009

Un'altra notizia (triste) che mi sono persa

Non so se è colpa mia che perdo i pezzi, che sono troppo stanca perché presti attenzione al telegiornale, che ultimamente preferisco i Simpson perché almeno sono colorati o se, invece, è colpa dell'informazione che si sta perdendo troppo dietro al nostro Primo Ministro, dando poca importanza a tutto il resto. Fatto sta che mi ritrovo, a distanza di un mese e mezzo, a leggere una notizia triste, per caso. A sapere che Teresa Sarti Strada, moglie di Gino e con lui fondatrice di Emergency, è morta il primo settembre di quest'anno. La notizia mi è arrivata attraverso la newsletter della Libera Università delle Donne, che ho imparato a conoscere ed apprezzare mentre vivevo a Milano.

Mi è dispiaciuto leggere della morte della Presidente di Emergency, che avevo visto alcune volte alla trasmissione di Fabio Fazio, Che tempo che fa, e che conoscevo solo indirettamente attraverso le attività dell'Associazione. Emergency, infatti, per me è una delle realtà associative più importanti e utili d’Italia, una delle associazioni che, con più forza e determinazione, s’impegna a portare un po’ di sollievo nelle zone di guerra, curando e seguendo gratuitamente la riabilitazione delle vittime della guerra e della stupidità umana. L’Associazione è stata fondata nel 1994 proprio da Teresa Sarti e Gino Strada, medico e marito di Teresa.  
Sul sito di Emergency, oggi ho trovato molti messaggi d’addio, tra cui il seguente, che mi ha molto colpito per il modo in cui definisce Teresa Sarti: “Stefania: ciao Teresa, la tua sofferenza vissuta a testa alta mi ha ridato la voglia di rimettermi in gioco. Grazie e buon viaggio, donna dagli occhi di mia madre”.
A chi, come Teresa Sarti Strada, si è dedicata per tanto tempo ad un’attività tanto nobile, forse sarebbe stato giusto dedicare più attenzione, più spazio, più grazie.
written by pkiara ottobre 17, 2009 16:42 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: emergency, gino strada, che tempo che fa, tv , fabio fazio, teresa sarti strada


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"Vedi cara, è difficile a spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente. Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente. Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già..." F. Guccini


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